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A partire dal bell’articolo di Luca Alagna su Medium – che, prendendo spunto dai risultati del Washington Post sull’andamento di Twitter nel 2° trimestre 2015, ha analizzato lo stato attuale del social network – e dall’interessante dibattito seguitone con #twitterstamorendo, tra agosto e settembre ho letto almeno una mezza dozzina di articoli che hanno profetizzato, a vario titolo, la morte di Twitter in un futuro più o meno prossimo.

Premetto subito che, pur condividendo in buona parte l’analisi di Luca, non concordo con il titolo del post: a mio avviso, Twitter non sta morendo, ma sicuramente è in cerca d’autore.

Parto dai dati che, pur nella loro ambivalenza, ci raccontano un social con 9,5 milioni di utenti in italia, e più di 288 milioni di utenti attivi nel mondo (2014); un aumento del 61% dei ricavi pubblicitari nel 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014; un modesto incremento percentuale (2%?) degli utenti su base annuale.

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